Spostare un tramezzo e aprire un varco in un muro portante sembrano due lavori parenti. Per il Comune non lo sono: il primo di norma si fa con una CILA, per il secondo serve una SCIA, perché interessa le strutture.
La CILA, comunicazione di inizio lavori asseverata, copre in genere la manutenzione straordinaria che non tocca le parti strutturali, come la ridistribuzione degli spazi interni o il rifacimento degli impianti. Il tecnico assevera che l'intervento rispetta le regole e i lavori possono partire dalla presentazione.
La SCIA, segnalazione certificata di inizio attività, entra in gioco per interventi più impegnativi, tra cui quelli strutturali. Comporta di solito anche il deposito o l'autorizzazione sismica, da gestire prima di iniziare. In Emilia-Romagna la materia è regolata anche dalla legge regionale 15 del 2013, che va letta insieme al Testo unico dell'edilizia.
Cosa guardare prima di scegliere
Il tipo di lavoro non basta. Vincoli sull'edificio, regolamento comunale e stato legittimo dell'immobile possono cambiare la risposta. Se la casa ha già una difformità, questa va affrontata prima o insieme ai lavori nuovi, perché una pratica depositata sopra un'irregolarità non la cancella.
A lavori finiti non è detto che la storia sia chiusa: possono servire l'aggiornamento catastale e, nei casi previsti, la SCCEA, la segnalazione certificata di conformità edilizia e agibilità.
Testo informativo generale: le regole possono cambiare e la risposta dipende dal singolo immobile.